Una maggiore adesione agli schemi alimentari indicati dalle linee guida riduce in uomini e donne l’incidenza nel tempo di sintomi depressivi

Adjibade M, Lemogne C, Julia C, Hercberg S, Galan P, Assmann KE, Kesse-Guyot E.
Br J Nutr. 2018 May 23:1-11. doi: 10.1017/S0007114518000910 [Epub ahead of print]

01-06-2018

La maggiore adesione ai principi di un’alimentazione corretta, secondo le indicazioni delle linee guida, è inversamente associata all’incidenza di sintomi depressivi in entrambi i sessi. Queste le conclusioni dello studio condotto nell’ambito di Nutri-Net Santé, in un’ampia coorte francese, arruolata nel 2009 e seguita, con monitoraggi cadenzati, per valutare vari aspetti correlati al rapporto tra abitudini alimentari e salute.
Per questa analisi, sono stati considerati 26.225 soggetti, uomini e donne tra i 18 e gli 86 anni, senza sintomi depressivi al momento dell’inclusione nella ricerca, seguiti per 6 anni.
Il campione di popolazione è stato suddiviso in tre gruppi, secondo il gradiente di adesione a un’alimentazione adeguata valutata secondo gli indici internazionali di qualità della dieta. L’eventuale comparsa di sintomi depressivi è stata valutata a ogni controllo, utilizzando scale a punteggio validate.
Lo studio ha dimostrato che l’incidenza di sintomi depressivi era stata significativamente inferiore (anche se le differenze erano di ampiezza limitata) nel gruppo di persone che aveva maggiormente aderito ai principi di una corretta alimentazione, e nel quale, quindi, l’apporto di macronutrienti, vitamine e minerali era adeguato e coerente con il costante consumo di verdura, frutta, cereali integrali e pesce.
In conclusione, l’adesione a un’alimentazione corretta, importante elemento preventivo nei confronti delle malattie cardiometaboliche e oncologiche, si conferma pietra angolare anche per il benessere mentale.

Glossario

  • Incidenza

    Il numero di nuovi casi osservati in una popolazione nell'unità di tempo (in genere un anno). Un'incidenza dell'infarto in una popolazione dell'1 per mille indica che, ogni anno, un soggetto su mille viene colpito dalla malattia. Da non confondere con "prevalenza" (vedi).

Prospective association between adherence to dietary recommendations and incident depressive symptoms in the French NutriNet-Santé cohort.

A posteriori healthier dietary patterns and several nutrients have been associated with lower risks of depression in various studies; however, evidence is lacking with regard to the prospective association between adherence to nutritional recommendations (food-based and nutrient-based recommendations) and incident depression or depressive symptoms.
In this study, we investigate such associations in the NutriNet Santé cohort. The study sample included 26 225 participants (aged 18-86 years) who were initially free of depressive symptoms. Adherence to nutritional recommendations was measured by four scores namely modified French Programme National Nutrition Santé-Guideline Score (mPNNS-GS), Alternative Healthy Eating Index-2010 (AHEI-2010), Probability of Adequate Nutrient Intake Dietary Score (PANDiet) and Diet Quality Index-International (DQI-I), using non-consecutive dietary record data during the first 2 years of follow-up (mean number of recording days=8, sd 2).
Depressive symptoms were defined by a Center for Epidemiologic Studies Depression Scale (CES-D) score ≥17 for men and ≥23 for women. We used Cox proportional hazards models to estimate hazard ratios and 95 % CI, modelling the dietary scores as standardised continuous variables and as tertiles. Over a mean follow-up of 6 years, we identified 2166 incident cases of depressive symptoms.
All dietary scores with the exception of the AHEI-2010 were significantly inversely associated with incident depressive symptoms. In the fully adjusted model, an increase of 1 sd in the mPNNS-GS, PANDiet and DQI-I was, respectively, associated with an 8 % (95 % CI 4, 13), 5 % (95 % CI 1, 9) and 9 % (95 % CI 5, 13) reduction in the risk of depressive symptoms.
Overall, these findings suggest that diet in accordance with national or international guidelines could have beneficial effects with regard to mental health.

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