Uno studio clinico randomizzato ridimensiona l’efficacia del digiuno intermittente nel controllo ponderale di soggetti con sovrappeso o obesità

Lowe DA, Wu N, Rohdin-Bibby L, Moore AH, Kelly N, Liu YE, Philip E, Vittinghoff E, Heymsfield SB, Olgin JE, Shepherd JA, Weiss EJ.
JAMA Intern Med. 2020;e204153. doi:10.1001/jamainternmed.2020.4153

23-10-2020

Sebbene sia diffusa l’idea che assumere tutte le calorie giornaliere in un arco temporale ristretto, ad esempio in 8 ore, per poi digiunare durante le restanti 16 ore (uno degli schemi più noti del cosiddetto “digiuno intermittente”) abbia un impatto positivo sul calo ponderale e su alcuni parametri cardiometabolici (glicemia, insulinemia, colesterolemia e pressione arteriosa), le evidenze scientifiche a supporto, basate principalmente su studi condotti in modelli animali o in popolazioni con una bassa numerosità campionaria, non sono definitive.
Per poter far luce su questo argomento, ricercatori dell’Università della California hanno disegnato uno studio clinico randomizzato su 141 soggetti di età compresa tra i 18 e i 64 anni con diagnosi di sovrappeso e obesità (BMI tra 27 e 43 kg/m2),  assegnati a uno dei due gruppi di intervento: al primo è stato chiesto di distribuire le calorie totali giornaliere in 3 pasti, nell’intero arco della giornata, con la possibilità di consumare uno spuntino, mentre al secondo è stato chiesto di evitare la prima colazione e di consumare cibo ad libitum da mezzogiorno alle 20:00, con la possibilità di assumere solo bevande acaloriche nelle ore di digiuno.
Dei soggetti randomizzati, 105 hanno completato le 12 settimane di intervento fornendo telematicamente ogni giorno i dati sul proprio peso corporeo. Di questi, circa la metà è stata anche sottoposta alla determinazione di glicemia, insulinemia, colesterolemia (totale, LDL e HDL), trigliceridemia, nonché alla valutazione della composizione corporea e del dispendio energetico totale.
I risultati ottenuti hanno evidenziato un apporto energetico nei due gruppi comparabile: circa 1 kg in 3 mesi, senza che emergesse alcuna differenza statisticamente significativa. Non è stato parimenti registrato un miglioramento dei marker metabolici nel gruppo a “digiuno intermittente” rispetto alle persone che potevano invece alimentarsi senza restrizioni orarie. È possibile che l’assenza di differenze nel calo ponderale dei due gruppi sia imputabile alla scelta della fascia oraria in cui venivano consumati i pasti (oltre che all’assenza di consigli alimentari specifici su cosa mangiare e sul livello di attività fisica e di idratazione da mantenere). Secondo le ricerche più recenti, infatti, eliminare la colazione e concentrare l’assunzione di calorie nelle ore tarde della giornata comporta uno svantaggio metabolico e contribuisce all’aumento del rischio di obesità.
In più, nei soggetti alimentati ad libitum e dei quali è stata valutata la composizione corporea, si è osservato che il 65% del peso perso (1,70 kg in totale) pari a 1,10 kg riguardava la massa magra. Un valore, spiegano i ricercatori, nettamente superiore alle perdite di massa magra che si verificano in genere durante il calo ponderale, e che si aggirano intorno al 20–30% della perdita di peso totale. Va detto che la perdita di massa magra, soprattutto quella degli arti, correla con un aumento della debolezza muscolare, e rappresenta un problema da non sottovalutare, specie nei soggetti a rischio come la popolazione anziana.
In conclusione, il blando calo ponderale registrato e gli effetti sfavorevoli sulla massa magra osservati durante la restrizione calorica intermittente pongono non poche incertezze sulla reale efficacia, ed utilità, di tale approccio dietetico. Ulteriori ricerche, con metodologie più accurate, sono pertanto necessarie per accertare i possibili vantaggi che la restrizione calorica intermittente può comportare, considerando anche che questa strategia alimentare ottiene un crescente consenso tra le persone che intendono perdere peso.

Glossario

  • Pressione arteriosa

    Pressione del sangue nelle arterie dovuto all'attività contrattile del muscolo cardiaco e alla resistenza vascolare periferica, distinta in sistolica o massima e diastolica o minima.

  • Dispendio energetico

    La quantità di energia, misurata in calorie, che un individuo consuma. Le calorie servono per respirare, far circolare il sangue, digerire il cibo ed essere fisicamente attivi.

Effects of Time-Restricted Eating on Weight Loss and Other Metabolic Parameters in Women and Men With Overweight and Obesity The TREAT Randomized Clinical Trial

IMPORTANCE The efficacy and safety of time-restricted eating have not been explored in large randomized clinical trials.
OBJECTIVE To determine the effect of 16:8-hour time-restricted eating on weight loss and metabolic risk markers.
INTERVENTIONS Participants were randomized such that the consistent meal timing (CMT) group was instructed to eat 3 structured meals per day, and the time-restricted eating (TRE) group was instructed to eat ad libitum from 12:00 PM until 8:00 PM and completely abstain from caloric intake from 8:00 PM until 12:00 PM the following day.
DESIGN, SETTING, AND PARTICIPANTS This 12-week randomized clinical trial including men and women aged 18 to 64 years with a body mass index (BMI, calculated as weight in kilograms divided by height in meters squared) of 27 to 43 was conducted on a custom mobile study application. Participants received a Bluetooth scale. Participants lived anywhere in the United States, with a subset of 50 participants living near San Francisco, California, who underwent in-person testing.
MAIN OUTCOMES AND MEASURES The primary outcome was weight loss. Secondary outcomes from the in-person cohort included changes in weight, fat mass, lean mass, fasting insulin, fasting glucose, hemoglobin A1c levels, estimated energy intake, total energy expenditure, and resting energy expenditure.
RESULTS Overall, 116 participants (mean [SD] age, 46.5 [10.5] years; 70 [60.3%] men) were included in the study. There was a significant decrease in weight in the TRE (−0.94 kg; 95% CI, −1.68 to −0.20; P = .01), but no significant change in the CMT group (−0.68 kg; 95% CI, -1.41 to 0.05, P = .07) or between groups (−0.26 kg; 95% CI, −1.30 to 0.78; P = .63). In the in-person cohort (n = 25 TRE, n = 25 CMT), there was a significant within-group decrease in weight in the TRE group (−1.70 kg; 95% CI, −2.56 to −0.83; P < .001). There was also a significant difference in appendicular lean mass index between groups (−0.16 kg/m2 ; 95% CI, −0.27 to −0.05; P = .005). There were no significant changes in any of the other secondary outcomes within or between groups. There were no differences in estimated energy intake between groups.
CONCLUSIONS AND RELEVANCE Time-restricted eating, in the absence of other interventions, is not more effective in weight loss than eating throughout the day.

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