Documento di consenso sul ruolo delle carni avicole in un'alimentazione equilibrata finalizzata al mantenimento di salute e benessere

F. Marangoni, G. Corsello, C. Cricelli, N. Ferrara, A. Ghiselli, L. Lucchin, A. Poli.
Nutrition Foundation of Italy, 2015

Introduzione
Quando si parla della relazione tra alimentazione e salute, i cibi di origine animale, in particolare le carni, vengono spesso valutati nel loro insieme e in genere piuttosto negativamente, dimenticando il ruolo giocato dall’alimentazione carnea in termini evolutivi; l’inserimento della carne e del pesce nella dieta degli ominidi ha comportato un netto miglioramento sia della qualità nutrizionale complessiva sia dello sviluppo cerebrale.
In realtà, diversi aspetti meritano attenzione al proposito, come dimostrano i risultati di alcune ricerche, sia di natura epidemiologica e sia di taglio più strettamente nutrizionale: primo tra tutti l’insieme delle rilevanti differenze che caratterizzano le varie carni. Non sono infatti molti gli studi che hanno considerato l’impatto di questa tipologia di alimenti sulla salute in relazione alla specie animale di provenienza; in molti casi la distinzione è semplicemente tra carni rosse e carni bianche. Tuttavia, quella parte della letteratura che ha focalizzato l’attenzione sulle carni avicole è concorde nel rilevare le valenze positive dal punto di vista nutrizionale di queste carni, per le quali l’associazione con lo stato di salute in generale, con la qualità della dieta e con la prevalenza di malattie croniche non trasmissibili e dei fattori di rischio ad esse associati, va decisamente nella direzione desiderabile.
Lo scopo principale di questo documento è di riassumere i dati più solidi descritti in letteratura in tema di consumi di pollame, salute e benessere.

Glossario

  • Prevalenza

    La percentuale dei soggetti della popolazione che ha una certa condizione in un dato momento. Dire che la prevalenza della malattia diabetica è del 5% significa che, nella popolazione in esame, al momento del rilievo, 5 soggetti su 100 sono diabetici. Da non confondere con "incidenza"(vedi).

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